Ieri non ho resistito ed ho dovuto acquistarlo. Sto parlando di Tutto su Stephen King. Alla scoperta di un genio di Bev Vincent. Il libro, uscito ad ottobre dello scorso anno, è molto di più di una biografia in quanto raccoglie numerose riproduzioni di schizzi e pagine autografe dello scrittore, racchiuse in particolari tasche trasparenti. E’ un libro di curiosità, di memorabilia che alimentano, inevitabilmente, l’appetito dei fan del Re del brivido. Insomma, è più un’operazione di merchandising che una biografia vera e propria. Ma questo non toglie valore all’opera in sé. E’ davvero interessante, infatti, vedere come sono costruiti i suoi appunti e la genesi delle sue opere, oltre a trovare fotografie inedite e svariati aneddoti stimolanti. E’ sicuramente un libro che consiglierei solo agli appassionati perché presuppone un approccio consapevole alla figura dello scrittore ma, nel caso che lo siate, penso che sia un volume da possedere, malgrado il prezzo non proprio economico 😦

Per approfondimenti vi rimando alla scheda del libro su Anobii.

Due parole sull’autore. Bev Vincent, 49 anni, canadese, è uno dei massimi conoscitori della vita e le opere di Stephen King. Qualcuno lo ha definito kingologo, neologismo calzante per fare capire come la passione per le opere dello scrittore del Maine sia diventata, col tempo, una vera e propria professione. Lo scopo di Bev Vincent è, già delle prime pagine del libro, piuttosto evidente: esaltare virtù e qualità del suo beniamino. La coscienza critica, in questo caso, appare messa da parte a favore di un’esaltazione delle caratteristiche positive della vita privata e lavorativa del Re. Non che ci sia nulla di male in questo, oltretutto parliamo di un libro effettivamente dedicato ai fan dello scrittore e, quindi, è più indicata la strategia affabulatoria rispetto alla ricerca della verità (parola brutta ed imprecisa ma non me ne viene una migliore al momento). Personalmente tendo sempre a rifuggere l’adulazione facile e preferisco l’aderenza col reale, anche nei suoi aspetti negativi. Così nel testo passano in secondo piano i problemi familiari, l’alcolismo e la dipendenza da droghe, gli scatti d’ira e tutti i particolari poco edificanti della vita dello scrittore. Tutto viene soltanto accennato e mai approfondito. Almeno per adesso. Sono ancora in una fase iniziale della lettura ed è possibile che, più avanti, le cose cambino ma mi pare difficile perché è proprio l’impostazione generale dell’opera che non pare consentire la narrazione di particolari ed episodi poco politically correct.

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