Devo fare ammenda a proposito della prima impressione sul libro di Bev Vincent che ho acquistato. Contrariamente a quella che era la mia idea iniziale Vincent non sottace i particolari poco edificanti della biografia kinghiana. Parla sia dell’abuso di alcool che della dipendenza dalle droghe. Non lo fa diffusamente ma perché più interessato ad analizzare la genesi delle opere dell’autore piuttosto che la mera biografia.

Sono arrivata alla fine della lettura (anche se ho saltato le parti relative ai romanzi che non ho letto perché mi sono accorta che Vincent rivela anche parti essenziali della trama dando per scontata la conoscenza dell’opera da parte del lettore) e ammetto che non mi è dispiaciuta. Ha aggiunto ben poco a quello che già sapevo di King ma ha contribuito a farmi sorgere delle curiosità da approfondire, soprattutto riguardo alle sue opere. E devo dire che le parti in assoluto più interessanti sono costituite dalle riproduzioni di appunti originali e dattiloscritti dello scrittore.  E’ interessante vedere la genesi dell’opera, osservare le note a margine, analizzare i refusi e le correzioni apportate a mano dallo stesso King. E’ un po’ come entrare nel suo processo creativo.

Ribadisco, come già accennato nell’altro post, che è un libro che consiglierei solo agli appassionati e che, alla fine, si tratta effettivamente di una riuscita operazione d’immagine che non aggiunge nulla di sostanziale a cose già ampiamente conosciute e sviscerate. Nonostante questo sono contenta dell’acquisto e sarà interessante, al momento in cui comincerò a leggere i romanzi, fare confronti con la prima stesura revisionata da King.

Magari è superfluo ma vi aggiungo lo stesso anche la recensione.

Tutto su Stephen King. Alla scoperta di un genio di Bev Vincent 2010

Un libro di curiosità e memorabilia più che una biografia. Un’opera che soddisferà i fan del Re presentando la genesi delle maggiori opere dello scrittore del Maine e alcuni aneddoti sulla sua vita. Chi si aspetta la completezza di una biografia o un’analisi critica dell’opera di King rimarrà deluso. E’ più un’operazione di marketing di alto livello che un testo che si pone come approccio critico ad una delle figure portanti della letteratura horror.
La cosa più ‘succosa’ del libro sono le riproduzioni di documenti originali dello scrittore (bozze, revisioni, articoli, lettere) tutti racchiusi in buste trasparenti e sparsi tra le pagine del libro.
Due parole sull’autore. Bev Vincent viene spesso definito kingologo (neologismo che evidenzia bene l’approccio dell’autore alla figura del suo beniamino. L’intento di quest’opera, infatti, è quello di esaltare la figura di King, come lascia presagire anche la parola genio inserita nel titolo) in quanto nella sua decennale carriera di giornalista e scrittore si è occupato a più riprese del Re del brivido arrivando a conoscerne esaurientemente vita ed opere.

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