Il primo scritto kinghiano che dovrò affrontare è Carrie, romanzo breve pubblicato nel 1974. Potete dare un’occhiata alla pagina di Wikipedia dedicata al libro per la trama e la genesi del romanzo.

L’aneddoto che sempre si racconta quando si parla di Carrie è quello in cui la moglie di Stephen, Tabitha, recuperò il romanzo gettato nel cestino dallo scrittore ed insistette perché lo portasse a termine. L’episodio è suggestivo, soprattutto se si lega la contesto in cui è avvenuto.

King non se la passa bene agli inizi degli anni 70. Dopo essersi laureato si sposa con Tabitha e nasce dopo poco il primo figlio (una bambina Naomi Rachel). La famiglia King vive in una roulotte e Stephen lavora come insegnante per uno stipendio molto misero (allora come ora e in ogni parte del mondo gli insegnanti sono bistrattati…).

Nel poco tempo lasciato libero da impegni familiari e lavorativi King si rinchiude nel locale caldaie vicino al luogo in cui è parcheggiata la sua roulotte e scrive. Le difficoltà economiche e la voglia di cambiare vita lo portano a proporre i suoi scritti a vari editori che, però, lo rifiuteranno sempre. Durante la stesura di Carrie King si trova in un impasse. Gli sembra che la storia non funzioni e che nessuno possa essere interessato ad i turbamenti di un’adolescente goffa ed emarginata. Inoltre è anche incerto sull’estensione dell’opera avendola pensata, in origine, come un racconto ma più adatta, man mano che scrive, al respiro di un romanzo. Alla fine, in un momento di sconforto, getta il romanzo nel cestino decidendo di abbandonarlo per sempre. Solo le insistenze della moglie e la sua convinzione che l’opera sia buona lo spingono a proseguire ed a concluderlo tentando, nuovamente, di proporlo per la pubblicazione (e proprio alla moglie, la prima ad aver creduto nel successo di King come scrittore, il Re dedica l’opera: A Tabby, che mi ha fatto entrare in questo incubo, e poi me ne ha fatto uscire). E questa volta sarà quella buona! La Dubleday, una delle maggiorni case editrici dell’epoca che vantava tra le sue pubblicazioni romanzi di Kypling e Conrad, accetta il romanzo e paga a King 2500 $ per la pubblicazione e 200.000 $ dopo aver venduto i diritti alla New American Library. Inoltre la Dubleday concede allo scrittore una percentuale sulla vendita dell’edizione paperback. Le cose andranno poi nel migliore dei modi, dato che la vendita dell’edizione economica supererà ogni aspettativa e raggiungerà oltre il milione di copie (l’edizione rilegata ne aveva vendute appena 13.000). Sarà l’occasione per King e famiglia di cambiare radicalmente vita e di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura.

(to be continued…)