Capita che ci siano libri che tutti ti consigliano e che tu non hai mai letto. Capita anche che di quegli stessi libri senti parlare bene in giro per il web. Capita che te li trovi tra le mani in libreria e decidi di acquistarli. E poi, un giorno, decidi di leggerli per rilassarti (viste le esigue dimensioni) tra altre letture. E poi, magari, sei al mare, sei dell’umore giusto per una storia d’amore, hai tutto il tempo a disposizione e lo spazio libero in borsa.

Ecco. Forse è meglio se ci pensate bene e vi andate a prendere il tomo di Guerra e pace che da anni vi attende sullo scaffale della libreria. Sicuramente ci avrete guadagnato.

Tu, mio di Federico Moccia Erri De Luca, 2003

Attenzione! Contiene spoiler

Scusate ma non ho letto nulla di Moccia. E, fino ad oggi, non avevo letto nulla neppure di De Luca. Ma oggi, dopo averlo letto, mi viene automatico accostare il suo nome a quello di Moccia. O, meglio, a ciò che Moccia rappresenta nell’immaginario collettivo. Dato che non ho letto nulla di Moccia.
In verità credo che non leggerò neppure altro di De Luca (ma, forse, una seconda possibilità non si nega a nessuno…).
Venendo alle critiche costruttive ho trovato questo libro misero più che superficiale. Non è solo il fatto che non vengono veramente approfonditi i sentimenti narrati ma che, alla fine, questi sentimenti sono ben poca cosa. Sono miseri perché non permettono ai protagonisti di evolversi e di crescere anche se l’autore vorrebbe far passare la storia come un romanzo di formazione. In realtà tutti restano quello che sono o, addirittura, peggiorano.
Caia sembra regredire ad una condizione infantile che non serve a farle elaborare il lutto della perdita della figura paterna ma solo ad aumentarne la malinconia. Il protagonista, invece, compie un gesto finale insensato e fuori luogo solo perché non riesce a capire veramente il senso di ciò che gli è successo e crede, in questo modo, di ristabilire una giustizia che sa molto di più di vendetta, una vendetta per qualcosa che altri hanno vissuto e per cui lui prova attrazione e curiosità solo perché ignota.
Nessuna critica alla guerra o al nazismo, quindi, e neppure un accenno di romanzo di formazione. Solo un esercizio di stile fatto da chi stile non ne ha. Ma è solo una mia opinione personale.

Annunci