E’ molto triste. Lo so. Chiunque abbia letto King e lo ami sa benissimo che le sue opere ne sono piene. Parlo di quei personaggi, delineati in maniera perfetta, ma che muoiono presto, troppo presto, prestissimo.

E allora ho pensato di stilare una lista di questi personaggi accompagnandola con la trascrizione del brano in cui la morte è descritta. Tutto questo preceduto dal titolo del libro in cui è presente il personaggio e la pagina in cui se ne racconta la fine.

Detto questo siete avvertiti: se non avete letto i romanzi di riferimento forse è meglio che non leggiate neppure la descrizione che seguono (Per zoe sono costretta a dire che contiene spoiler, lei sa perché).

Naturalmente tale lista sarà aggiornata man mano che proseguirò nelle letture. Per cui questo post lo inserirò anche in una pagina del blog in modo che lo possiate consultare a più riprese e facilmente quando vorrete  (Gli aggiornamenti li troverete nella pagina mentre il post non subirà modifiche).

  1. Il piccolo Ralphie Glick in Le notti di Salem (p. 89)

    “Ora ti do una spinta! Ora ti do una spinta e ti faccio cadere dentro!” gridò minaccioso il piccolo Ralphie alle sue spalle.
    “Provaci e ti butto nelle sabbie mobili, stronzino!” rispose Danny.
    Raggiunsero l’altra riva. “Non ci sono le sabbie mobili qui attorno,” disse Ralphie, avvicinandosi al fratello.
    “Ah sì?” ribatté Danny spietato. “Un bambino ci è morto anni fa. Ne ho sentito parlare dai vecchi giù al negozio.”
    “No, veramente?” domandò Ralphie, con gli occhi sbarrati.
    “Tseh!” fece Danny. “E’ affondato urlando e scalciando finché le sabbie mobili gli sono entrate in bocca e addio. Aiuto! Aiuto! Aiuglub-glub-glub.”
    “Ma dai, di’ la verità!” Ralphie era rimasto impressionato dal racconto. Ormai era già buio, e il bosco era pieno di ombre che si muovevano. “Andiamocene presto via di qua.”
    Cominciarono ad arrampicarsi sulla riva, scivolando un po’ sugli aghi dipino. Il ragazzo di cui Danny aveva sentito parlare al negozio era Jerry Kingfield, scomparso a dieci anni. Poteva anche darsi che fosse affondato nelle sabbie mobili, urlando e dibattendosi, ma, certo, non l’aveva visto nessuno. Era semplicemente sparito nelle paludi delle Marshes, dove era andato a pescare, sei anni prima. Come aveva sentito dire Danny, alcuni pensavano che fosse finito nelle sabbie mobili, altri che fosse stato ammazzato da un “maniocco” sessuale. Di questi maniocchi a quanto pareva ce n’erano dappertutto.
    “Dicono che il suo spirito si aggira ancora in questi boschi,” affermò solennemente Danny, tralasciando volutamente di informare Ralphie che le Marshes erano a cinque chilometri di distanza.
    “Dai, non fare così, Danny!” mormorò Ralphie, impaurito. “Dai che c’è buio!”
    Il bosco che li circondava era pieno di strani rumori. L’usignolo aveva smesso di cantare. Un ramo si ruppe all’improvviso alle loro spalle, seccamente. La luce del giorno era quasi del tutto svanita.
    “Di tanto in tanto,” continuò Danny con voce suggestiva, “quando qualche stronzino d’un bambino piccolo che fa la spia esce dopo il tramonto, lo spirito balza fuori dal bosco e gli appare, con la faccia tutta putrefatta e coperta di fango…”
    “Danny, per piacere…”
    La voce del fratellino era veramente implorante, e Danny la piantò. Era quasi impaurito anche lui… gli alberi erano oscuri, una presenza opprimente, si muovevano piano nella brezza notturna, scricchiolavano, stormivano.
    Un altro ramo si spezzò alla loro sinistra.
    Danny si trovò improvvisamente a desiderare d’aver scelto l’altra strada.
    Un altro ramo si ruppe.
    “Danny, ho paura,” sussurrò Ralphie.
    “Non fare lo stupido. Cammina!” disse Danny.
    Si rimisero in moto. I loro passi facevano scricchiolare gli aghi di pino. Danny cercò di convincersi di non aver sentito spezzarsi nessun ramo, chegli unici rumori erano quelli prodotti da loro. Sentivano il sangue pulsarerombando alle tempie, avevano le mani fredde. Conta i passi, si disse Danny. Ancora duecento passi e sbucheremo sulla Jointner Avenue. E alritorno faremo la strada, così Ralph non si spaventerà. Fra un minuto almassimo vedremo i lampioni e ci sentiremo molto stupidi, ma sarà bellosentirsi stupidi, così va’ avanti e conta i passi. Uno… due… tre…
    D’un tratto Ralphie gridò: “Lo vedo! Vedo lo spettro! Lo vedo!”
    Il terrore balzò come ferro rovente nel petto di Danny. Dei fili d’acciaio parvero attorcigliarglisi alle gambe. Se la sarebbe volentieri squagliata di corsa, ma c’era Ralphie…
    “Dove?” bisbigliò, dimenticando di essersi inventato lui la storia dello spettro. “Dove?” Scrutò il bosco, temendo ciò che poteva vedere, ma non vide che tenebre.
    “Ora se n’è andato, però l’ho visto… Occhi. Ho visto degli occhi. Oh, Danny…” Tremava.
    “Stupido! Non c’è nessuno spirito. Dai, vieni.”
    Danny prese per mano il fratello minore e ripresero a camminare. Gli sembrava che le sue gambe fossero fatte di migliaia di gomme da cancellare. Gli tremavano le ginocchia. Ralphie si era aggrappato a lui, spingendolo quasi fuori dal sentiero.
    “Ci sta spiando,” sussurrò Ralphie.
    “Senti, non ho nessuna intenzione di…”
    “No Danny, dico davvero. Non lo senti?”
    Danny si fermò. E, come accade ai bambini, avvertì veramente qualcosa e seppe che non erano più soli. Un grande silenzio era caduto sul bosco; un silenzio malefico. Ombre, spinte dal vento, si torcevano languidamente attorno a loro.
    E Danny avvertì un odore selvaggio, ma non col naso.
    Gli spiriti non esistevano, però i maniocchi sì. Fermi in macchine nere ti
    offrivano dolci, o ti aspettavano dietro gli angoli, o… o… ti seguivano nei boschi…
    E poi…
    Oh, poi ti…
    “Corri!” ordinò con voce strozzata.
    Ma, dietro di lui, Ralphie tremava paralizzato dal terrore. La sua stretta
    alla mano di Danny era spasmodica. Il suo sguardo era fisso nel bosco: i suoi occhi erano sbarrati.
    “Danny?”
    Un ramo si spezzò.
    Danny si voltò e guardò dove guardava suo fratello.
    Le tenebre li inghiottirono.

    King non lo racconta subito (lo fa raccontare da altri nel capitolo successivo in modo da aumentare ancora di più la suspance) ma Ralph non sopravvive alle tenebre.

    (work in progress)