Di solito amo il cinema francese. Che si tratti di commedie leggere o di solidi film drammatici apprezzo quel modo di fare cinema che ha caratteristiche così peculiari e ben definite. Nel caso di questo film, uscito proprio sotto Natale, le cose non sono andate proprio come avrebbero dovuto…

Emotivi anonimi (2010)

[Les émotifs anonymes, Francia, Belgio 2010, Commedia, durata 80′]   Regia di Jean-Pierre Améris
Con Benoît Poelvoorde, Isabelle Carré, Lorella Cravotta, Lise Lamétrie, Swann Arlaud, Pierre Niney,Stéphan Wojtowicz, Jacques Boudet, Alice Pol, Céline Duhamel

Emotivi anonimi - Locandina

Sarà per la presenza della cioccolata ma questo film a me ha fatto pensare immediatamente a Chocolat di Lasse Hallström e forse proprio questo ingiusto confronto non me l’ha fatto apprezzare completamente. Laddove il film di Hallström riesce a tratteggiare personaggi perfetti ed un’ambientazione deliziosa il film di Jean-Pierre Améris si perde, tutto concentrato nello strappare il sorriso per gli impacciati tentativi di relazionarsi dei due protagonisti. Va detto, per dovere di cronaca, che in sala tutti morivano dal ridere mentre a me, al limite, certe scene facevano sorridere. Quindi, probabilmente, sono io che non riesco ad apprezzare fino in fondo il genere di comicità di film come questo (per inciso ecco perché adoro vedere i film al cinema! Proprio perché hai modo di toccare con mano le reazioni delle persone, e non solo di quelle che hai vicino e conosci e di cui, magari, sai i gusti. No, puoi valutare le reazioni degli sconosciuti. E questo solo la visione collettiva al buio di una sala cinematografica te lo dà. Ed è impagabile).

Per quanto riguarda gli attori non mi hanno colpito neppure loro. Ho trovato entrambi i protagonisti poco convincenti nei rispettivi ruoli sebbene abbiano il merito di non esagerare certi comportamenti e di rimanere sempre piuttosto sobri e trattenuti. Quello che manca è una caratterizzazione meno superficiale dei personaggi che eviti di trasformarli in meri cliché come, invece, avviene in questo caso.

Ma quello che è maggiormente assente in questa pellicola è l’accurata caratterizzazione dei comprimari che risultano piuttosto scialbi, scoloriti. Sarebbe bastato costruire dei personaggi collaterali più particolari per far assumere al film un andamento completamente diverso. In fondo cosa sarebbe Notting Hill senza il personaggio di Rhys Ifans (il coinquilino strambo di Hugh Grant) o Roger Frost (nel ruolo del cliente difficile)? Ben poco, in effetti. Spesso, in film del genere, sono proprio i comprimari a risolvere la pellicola e a trasformare una storiella banale in un film riuscito. Questo Améris deve ancora impararlo ma, in fondo,  non si può pretendere molto di più da un esordiente.

Emotivi anonimi - Benoit Poelvoorde e Isabelle Carré

La sceneggiatura funziona ma non riesce né a sorprendere né a far appassionare alle vicende che si svolgono sullo schermo con una prevedibilità che invece di dare sicurezza (come avviene spesso in casi analoghi) tende ad annoiare.

Detto questo non è un film totalmente da buttare ma sicuramente una di quelle pellicole leggere, giusta per passare un’ora e mezzo senza pensare, ma che si dimentica subito dopo la visione. Niente di male -per carità- servono anche pellicole del genere e non si pretende di vedere un capolavoro ogni volta che si va al cinema, soprattutto se questo avviene molto spesso, come nel mio caso.

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