Ci sono due categorie ben distinte di film. Quelli che ti colpiscono subito, che ti coinvolgono e che ti affascinano dal primo istante e quelli che hanno bisogno di sedimentare. Sono quei film per i quali non sei in grado di esprimere subito un giudizio ma che hai bisogno di rielaborare, di assimilare. È anche per questo che preferisco sempre andare da sola al cinema per evitare che, subito dopo la visione, mi si chieda “Ti è piaciuto?” E se poi non so rispondere?

Tutto questo per dire che The Iron Lady fa parte della prima categoria. Mi ha conquistata subito.

The Iron Lady (2011)

[The Iron Lady, Gran Bretagna 2011, Biografico, durata 105′]   Regia di Phyllida Lloyd
Con Meryl Streep, Jim Broadbent, Anthony Head, Richard E. Grant, Roger Allam, Olivia Colman, Alexandra Roach, Harry Lloyd, Nick Dunning, Julian Wadham

The Iron Lady - Locandina

Fughiamo immediatamente ogni dubbio: The Iron Lady non è necessariamente un buon film. Non lo è perché è una lettura assolutamente personale di un personaggio storico controverso. Una lettura che privilegia il lato intimistico e la vita privata della Thatcher piuttosto che ritrarre la sua figura pubblica. Oltretutto la pellicola è ambientata, per la maggior parte ai giorni nostri, dopo l’abbandono della carriera politica che è, invece, tutta descritta da flashback.

Ma questo, a mio parere, è proprio il punto di forza della pellicola. Il film racconta la vecchiaia e la perdita (quella del marito che continua ad apparire alla protagonista quasi come fosse un fantasma con cui lei continua a parlare e confrontarsi pur essendo consapevole del fatto che lui è morto da ben 8 anni). La centralità data dal rapporto tra Margaret e il signor Thatcher è una scelta coraggiosa e particolarmente felice perché ci fa capire che non è un biopic quello a cui stiamo assistendo. E forse è proprio questo ciò che ha tratto in inganno molti spettatori e ha contribuito alle molte stroncature del film. Ma questo è anche l’aspetto che personalmente ho più apprezzato. E devo dire che è molto evidente un punto di vista prettamente femminile nel trattare gli argomenti sopra citati. Forse anche questo ne fa un film molto personale e diverso da quelli a cui siamo abituati. Forse è privo di un linguaggio universale. Un po’ come il cinema italiano che non si fa apprezzare all’estero perché troppo provinciale.

The Iron Lady - Meryl Streep

E poi c’è lei. Meryl Streep. Colei che riesce a regalarci una Thatcher più reale di quella vera. Colei che attraverso mille sfumature riesce a portare sullo schermo più che un’interpretazione, un personaggio in carne ed ossa. Non si può che restare affascinati da una tale bravura. E poco importa se tale bravura è totalizzante, debordante ed assoluta tanto da non lasciar spazio ad altro. Secondo me non c’è bisogno d’altro. Perché vedere la vecchia Margaret lavare una tazza in cucina, illuminata dalla fredda luce di un mattino inglese vale mille volte il prezzo del biglietto. Sfido chiunque a non commuoversi per come è reso dalla Streep ogni gesto di questa scena dove fragilità (del corpo) e dignità (dello spirito) vanno di pari passo.

The Iron Lady - Meryl Streep

Per un’opinione completamente diversa su questo film vi segnalo l’ottimo post di Kelvin che, tra l’altro, fa riflettere anche su altri aspetti della carriera di Meryl Streep. Traete da soli le vostre conclusioni. Magari dopo aver visto il film 😉

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