Avvertenza. Ho iniziato a scrivere questo post come semplice aggiornamento su alcune notizie che riguardano prossime uscite di film tratti da romanzi di Stephen King. Doveva essere un post veloce, un semplice aggiornamento. Poi mi sono resa conto di avere superato le 1000 parole in un lampo! Così ho deciso di essere magnanima, non tediarvi e dividerlo in due 😉

In questo periodo di arresto della lettura de L’ombra dello scorpione non crediate che non abbia continuato a tenermi aggiornata sullo zio Stevie e sulle notizie che lo riguardano. E’ da un po’ di tempo che trapelano varie cose soprattutto sul fronte cinema. La prima riguarda proprio L’ombra dello scorpione dato che le ultime indiscrezioni danno ormai certa la realizzazione di un film tratto dal libro. Fino ad ora solo Mick Garris nel 1993 aveva avuto il coraggio di affrontare la trasposizione del romanzo più amato dai fan del Re. Lo aveva fatto con una serie tv in quattro puntate che, sebbene personalmente io non abbia ancora visto, si dice da più parti essere un prodotto del tutto insoddisfacente. E la cosa non stupisce affatto dato che il materiale presente nel romanzo è tantissimo (e non solo per le dimensioni ma anche per il numero dei personaggi e la struttura della storia) e difficilmente trasportabile sullo schermo senza perderne lo spirito.

Tempo fa si fece anche il nome di George A. Romero per un adattamento cinematografico del romanzo e pare che lo stesso King ne fosse entusiasta. Ma poi sembra che l’autore de La notte dei morti viventi si sia tirato indietro e non è dato saperne il motivo.

Dopo che la Warner ne ha acquistati i diritti ha affidato la regia a David Yates, regista di quattro degli otto film di Harry Potter, che si era dichiarato entusiasta dell’impresa in quanto grandissimo estimatore di King. Tra l’altro sarebbe stato affiancato dal suo sceneggiatore di fiducia Steve Kloves con il quale aveva già iniziato a lavorare al progetto. I motivi per cui i due, ad un certo punto, si sono ritirati sarebbero da ricercare proprio nella complessità e nella stratificazione del romanzo e nel fatto che, pur essendo sostanzialmente un romanzo d’avventura, in realtà è quasi del tutto privo di scene d’azione. Yates stesso avrebbe dichiarato:

Ciò che amo del lavoro di King e de L’ombra dello scorpione è il fatto che Stephen King ti fa davvero entrare nelle vite di queste persone, vedi il mondo da un livello intimo e umano. Ma realizzare un film così costoso da questo materiale è pressante, e poi mancavano quelle scene d’azione straordinarie che invece ci sono nei libri di Potter, ed ero preoccupato che alla fine non avrei realizzato il film che lo studio sperava. Forse una miniserie l’avrei vista possibile, una interessante, complessa, stratificata e divertente storia a lungo termine, ma per me mancavano i grossi momenti, le scene d’azione.

Da qui all’abbandono del progetto il passo è stato breve. Ed è a questo punto che si è cominciato a fare il nome dell’attore Ben Affleck come regista della trasposizione. Diciamo subito che la mia stima di Affleck come regista è inversamente proporzionale alla mia opinione di lui come attore. A livello di recitazione riesco a sopportarlo ben poco, lo devo ammettere. Lo trovo statico ed inespressivo. Ma all’esordio dietro la macchina da presa si è dimostrato un regista consapevole dei propri mezzi e tutt’altro che banale. Gone Baby Gone, il suo lungometraggio di esordio, è un film solido e dolente che affronta argomenti non facili e che si avvale di un cast di tutto rispetto. Ho sentito parlare molto bene anche del suo secondo film The Town che, però, non ho ancora visto. Insomma la scelta di Affleck dietro la macchina da presa di L’ombra dello scorpione non mi dispiace affatto.

Accanto ad Affleck lavora lo sceneggiatore David Kajganich che, per King, aveva già sceneggiato It e Pet Sematary, con risultati abbastanza deludenti, in realtà. Sono curiosa di vedere che cosa ne verrà fuori anche se resto convinta che un adattamento cinematografico di questo romanzo sia pressoché impossibile.

È curioso che, più o meno nello stesso periodo, siano cominciate a trapelare notizie anche sull’adattamento del romanzo di King più affine a L’ombra dello scorpione, vale a dire The Dome. In questo caso tutto è partito da Steven Spielberg che in agosto ha acquistato i diritti cinematografici del libro cominciando subito a cercare uno sceneggiatore. Pare che, alla fine, lo abbia trovato in Brian K. Vaughan, fumettista e autore di alcune puntate di Lost (e questo, personalmente, mi fa ben sperare!). In questo caso parliamo di una serie televisiva e non di un film per il grande schermo. Forse anche questa è una notizia positiva dato che, negli ultimi tempi, pare che le cose migliori si riescano a vedere proprio in tv. Anche in questo caso staremo a vedere anche perché qui manca ancora un’ipotesi sul nome del regista, per cui mi riservo di valutare la cosa quando ci saranno più elementi da poter analizzare. Certo è che The Dome è un romanzo che ben si presta ad essere portato sullo schermo perché ha forti elementi di spettacolarità che, se ben realizzati, sono convinta che potranno rendere benissimo a livello cinematografico anche se limitatamente alla visione domestica. E poi Spielberg è una garanzia, almeno per me.

(to be continued…)

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