Capita. Non a tutti ma a me molto spesso. Mi capita di vedere un’immagine e di innamorarmene. E in quei casi mi capita di osservarla talmente tanto, di sviscerarla talmente a lungo che poi, per anni, mi rimane negli occhi. Mi capitò, non so più neppure quanti anni fa, con un quadro. Non ricordo dove lo vidi. Non riesco a ricollegarlo a nulla. Ma l’immagine di quel quadro mi è sempre rimasta impressa. Ogni tanto mi tornava in mente senza motivo. E tutte le volte che accadeva rimanevo sbalordita da quelle linee e da quei colori che hanno la capacità di creare un’atmosfera calda ed avvolgente, intima. Quel quadro non l’ho più rivisto, anche se, in fondo, mi rendo conto di averlo sempre cercato. Non ricordarmi assolutamente il nome del pittore né il contesto in cui lo avevo visto la prima volta non era d’aiuto per rintracciarlo, questo va detto.

Ma poi, oggi, il miracolo. Sì perché quel quadro l’ho ritrovato. E ringrazierò per sempre Google immagini e la possibilità di ricercare per immagini visivamente simili se l’ho ritrovato! Tra l’altro scopro che è in vendita (ma 1400 € come base d’asta non sono proprio nelle mie possibilità per cui farò finta di nulla…) e che l’autore è ignoto. Eppure io ero sicura che quando è capitato sulla mia strada la prima volta un’attribuzione ce l’avesse perché mi ricordo distintamente che cercai informazioni anche sul pittore. Ma tutto questo non ha molta importanza.

Quello che mi stupisce e mi meraviglia è l’apparente casualità con cui certi incontri avvengono. Poco importa se si tratta di quadri, musica o persone. Ci sono incontri che sembrano destinati ad avvenire. Ci sono immagini che non si fanno dimenticare. Cose che restano.

Adoro tutto di questa tela. Amo l’ingenuità e la sfrontatezza di questo nudo, il contrasto tra le forme piene e sensuali e lo sguardo quasi da bambina, gli occhi vivi e le labbra dischiuse. Amo i colori di terra che caratterizzano il dipinto e la luce calda che avvolge tutta la scena. Amo la resa materica della pelle della ragazza e quella della pelliccia su cui è adagiata. Amo le linee svelte con cui è tratteggiato il nudo e l’indefinitezza dello sfondo.

Sì, mi capita spesso d’innamorarmi un po’ di tutto…