Il cinema è meraviglia. Non solo e non necessariamente ma, alla sua origine, questo era e, per gran parte dell’infanzia di ognuno di noi, questo è rimasto.
I primi film al cinema li guardavamo a bocca aperta e con lo sguardo sognante. Ci trovavamo catapultati in un altro mondo e in un’altra dimensione e ci affidavamo, ci lasciavamo trasportare. Da adulti abbiamo cominciato a fare attenzione ad altre cose. Abbiamo amato il realismo delle storie e la descrizione dei personaggi, abbiamo cominciato ad apprezzare gli aspetti tecnici ed imparato a valutarli, ci siamo soffermati su storie che avessero qualcosa da dire o ci insegnassero ciò che non sapevamo.

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Ma quella sensazione di meraviglia non è scomparsa. La conserviamo in un qualche luogo intimo dentro di noi e tendiamo a dimenticarcene (o, almeno, tanti tendono a farlo, ma c’è pure chi se ne fa un vanto e se la coltiva con fierezza).

Pacific Rim (2013)

[Pacific Rim, USA 2013, Azione, durata 131′]   Regia di Guillermo Del Toro
Con Charlie Hunnam, Idris Elba, Rinko Kikuchi, Charlie Day, Ron Perlman, Max Martini, Clifton Collins jr.,Robert Kazinsky, Robert Maillet, Burn Gorman, Diego Klattenhoff, Heather Doerksen, Lance Luu, Charles Luu, Mark Luu

Poi vai a vedere un film come Pacific Rim, l’ultima fatica di Guillermo Del Toro e tutte le tue difese cadono miseramente. Ti trovi catapultato in un altro mondo e non hai neppure il tempo di pensare a cosa stai assistendo. Le immagini si susseguono lasciandoti a bocca aperta e con lo sguardo sognante perché non puoi riflettere, non puoi fermarti a pensare. Sei costretto a stare anche tu dentro uno Jaeger a condividere il pensiero e i ricordi con qualcuno. Sei costretto a combattere per sopravvivere e senti addosso tutto il peso della responsabilità della salvezza del mondo.

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E per il tempo della visione torni a provare quella meraviglia che pensavi di aver salutato per sempre con la fine dell’infanzia.
Fosse solo per questo Pacific Rim meriterebbe la visione. Ma Del Toro non si limita a questo. Del Toro è un regista che ha rispetto per lo spettatore e per il suo lavoro. In questa pellicola tutto funziona come dovrebbe e la cura nella caratterizzazione dei personaggi, la solidità della regia, la bellezza della fotografia, le magnifiche scelte coreografiche dei combattimenti, la coerenza della sceneggiatura non sono mai messe in secondo piano e, se il lato estetico risulta totalmente appagato, nondimeno lo è quello intellettuale. Perché, se guardando un film del genere ci riscopriamo bambini è comunque vero che non lo siamo più. Altrimenti, probabilmente, ci basterebbero i blockbuster di Emmerich, Bay e Snyder e non avremmo bisogno di cercare niente di più.

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Del Toro riesce a creare un immaginario altro, qualcosa che è vicino a qualcosa che abbiamo già visto ma non è mai mera ripetizione. Con lui c’è sempre un elemento in più, un fattore che ne sancisce l’originalità e che contribuisce a costruire un nuovo immaginario fantastico, diverso da quello a cui siamo abituati. Dei robot giganti tutti li abbiamo già visti in Transformers. Dei mostri preistorici sono ciò a cui ci ha abituato Godzilla. Il potere della mente era già ben presente in Matrix e il potere dei ricordi in Inception. Ma tutto questo non ha nulla a che vedere con ciò a cui assistiamo in Pacific Rim. C’è anche tutto questo ma c’è un oltre difficilmente definibile senza scomodare la parola genio.
Correte a vederlo.