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Ancora sullo zio Stevie

(segue dal post precedente)

Riguardano Rose Madder le altre indiscrezioni trapelate recentemente. E in questo caso si può tranquillamente parlare di una prima volta in quanto il romanzo scritto dal Re nel 1995 non ha finora conosciuto adattamenti cinematografici. Adesso pare che Naomi Sheridan (figlia del più famoso Jim Sheridan e sceneggiatrice di In America girato proprio dal padre) stia lavorando alla sceneggiatura. Per ora di questo adattamento non si sa altro. Tra l’altro Rose Madder è uno dei libri dello zio Stevie che non ho mai letto quindi, per me, più il progetto viene posticipato e meglio è 😉

E veniamo alla penultima notizia che riguarda le trasposizioni cinematografiche di lavori di King. In questo caso si tratta di un progetto ancora più ambizioso e complesso dell’adattamento de L’ombra dello scorpione. Al centro di tutto è il regista Ron Howard, qui in veste di produttore, che ha coinvolto Brian Grazer, Akiva Goldsman e lo stesso Stephen King nella trasposizione della saga de La Torre Nera. Attualmente il progetto è stato notevolmente ridimensionato per problemi di budget ma, inizialmente, erano previsti tre film per il grande schermo tratti dalla saga e due miniserie per la tv. Attualmente si parla di un solo film diretto proprio da Ron Howard a cui seguiranno gli altri solo in caso di successo al botteghino. La notizia positiva, però, è la presenza di Javier Bardem nel ruolo di Roland Deschain, protagonista della saga. Anche se la notizia è stata confermata e poi smentita in varie occasioni è una di quelle anticipazioni che fanno gola e che potrebbero contribuire a dare qualità al prodotto. Anche in questo caso la complessità della trama e delle sottotrame nonché i numerosi riferimenti ad altri romanzi del Re rende l’operazione piuttosto complessa. Inoltre Ron Howard, pur essendo un regista di solido mestiere, non ha, secondo me, l’estro necessario per ridimensionare cotanto materiale e renderlo a misura di schermo. Spero vivamente di venire smentita e che ne venga fuori un piccolo capolavoro 😉

E finiamo questa carrellata di anticipazioni con la notizia più ghiotta. È ormai iniziata la lavorazione del remake di Carrie lo sguardo di Satana di Brian De Palma. Il fatto che in questo caso si parli di remake del film di De Palma e non di adattamento dal romanzo di Stephen King è il primo punto a sfavore di questa operazione. Questo perché, come abbiamo già avuto modo di sottolineare, l’opera di De Palma si pone come opera autoriale a tutti gli effetti, distaccandosi dal lavoro dello zio Stevie e reinterpretandolo attraverso uno sguardo, quello del regista, che più cinefilo non si potrebbe. Temo che, se di remake si tratta, il romanzo di King, in questo caso, possa entrarci veramente il giusto. Più probabilmente il film diventerà una rilettura dell’opera di De Palma allontanando ancora di più l’originale kinghiano. Va detto però che più fonti riportano che l’intenzione è quella di aderire più fedelmente al romanzo di King ma, in questo caso, non avrebbe senso parlare di remake.

Per quanto riguarda i nomi che sono venuti fuori sono senz’altro interessanti. Alla regia ci sarà Kimberly Peirce, la regista di Boys Don’t Cry, interessantissima pellicola del 1999 che affronta il tema dell’identità sessuale e che ha come protagonista una bravissima e ancora poco conosciuta Hilary Swank. Per quanto riguarda la sceneggiatura è stata affidata a Roberto Aguirre-Sacasa, autore televisivo conosciuto soprattutto per la serie Glee.

Il ruolo della protagonista, dopo che erano trapelati i nomi di Megan Fox e Hailee Steinfeld, è stato affidato a Chloë Moretz, recentemente vista in Hugo Cabret di Scorsese. Per il ruolo che fu di Piper Laurie, invece, si parla di Jodie Foster (ce la vedrei benissimo!) o di Julianne Moore.

Per finire vi lascio con l’immagine del fan poster realizzato come locandina per il nuovo adattamento di Carrie che ha entusiasmato perfino la regista che ha deciso di postarla sulla sua pagina di Facebook. Che ne dite? A me sembra piuttosto suggestiva anche se un po’ troppo patinata.

Fan poster di Carrie di Kimberly Peirce

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Spettatore inconsapevole

Una doverosa premessa che è anche un ringraziamento a Man from Mars per aver condiviso con me le idee scaturite dalla visione di questo film. La stesura è mia ma i contenuti sono, per gran parte, suoi.

Carrie, lo sguardo di Satana (1976)

[Carrie, USA 1976, Horror, durata 95′]   Regia di Brian De Palma
Con Sissy Spacek, William Katt, Piper Laurie, Amy Irving, John Travolta

Attenzione! Contiene spoiler

Dopo aver finito di leggere Carrie ho avuto voglia di rivedermi anche il film di Brian De Palma tratto dal romanzo del Re. Lo ricordavo piuttosto bene, nonostante fosse passato molto tempo dalla prima visione. E questo fa capire quanto la pellicola  sia efficace.

Come avevo già avuto modo di sottolineare i film tratti da romanzi di King e diretti da grandi registi tendono a dare un’interpretazione della storia da cui prendono spunto. Tale interpretazione non si misura nelle differenze che corrono tra la pellicola e il testo (che pure ci sono anche se, in questo caso, non sono numerose, ma le vedremo in seguito) ma da un particolare sguardo, quello del regista, che finisce per mettere in secondo piano la storia. Perché i registi dalla forte personalità hanno un timbro registico perfettamente riconoscibile e tale timbro finisce per influenzare tutta la visione. Nel caso di Carrie, lo sguardo di Satana il modo di creare tensione tipico delle pellicole di De Palma (da Vestito per uccidere a Femme fatale) è evidente ed è qualcosa che non è presente nel romanzo o, meglio, non è connaturato al romanzo per quanto il romanzo si presti a suscitare questo tipo di tensione.

La scelta più originale di Brian De palma consiste nel presentare la sua storia ad uno spettatore inconsapevole a differenza del lettore di King che, come abbiamo detto, viene informato fin dall’inizio sugli sviluppi della vicenda. Questo serve al regista proprio per alimentare la tensione, per creare quella suspance che  nel romanzo di King manca. Il potere di Carrie, ad esempio, non è subito chiaro ed evidente. Si capisce che c’è qualcosa che non va ma non si sa cosa esattamente (si vedono fulminare le lampadine durante la scena della doccia o cadere il portacenere quando Carrie è nell’ufficio del preside ma nessuno ci dice esplicitamente che è lei a farlo). Inoltre lo scherzo del ballo viene preparato senza rivelarlo. Piano piano gli indizi si accumulano e, ad un certo punto della visione,  appare evidente cosa sta per accadere, ma il regista evita accuratamente di comunicarcelo.

Ma la differenza più evidente si registra nella scena della morte della madre di Carrie. Quella descritta da King nel romanzo è, secondo me, bellissima ed originale (Carrie ferma, semplicemente, il cuore della madre grazie al suo potere) ma davvero poco cinematografica. De Palma realizza una morte molto più spettacolare e fa morire Piper Laurie crocifissa allo stipite della porta della cucina per mezzo di coltelli e altri utensili lanciati da Carrie grazie al suo potere telecinetico. E’ una scena dal forte impatto visivo e dal chiaro intento simbolico: è come se la madre fosse uccisa direttamente dalle sue ossessioni religiose (altro particolare degno di nota è che, nel morire, la signora White ansima e grida come in preda ad un orgasmo più che dell’agonia della morte). Inoltre l’efficace scelta del piano sequenza che abbraccia in un solo sguardo il corpo della madre trafitta ed una statua del Cristo crocifisso e trapassato in più punti dalle punte di lancia dei soldati romani tende a sottolineare maggiormente questa valenza simbolica.

Ancora di più che il libro di King il film di De Palma narra della fine dell’innocenza. Lo spunto è l’ingresso nell’adolescenza, simboleggiato in Carrie dal menarca, quindi la fine dell’infanzia, periodo di inconsapevolezza ma anche di purezza (King ha sottolineato più volte nelle interviste e nelle sue storie quanto l’infanzia sia il periodo della salvezza per l’uomo, quanto i bambini siano puri ed innocenti). Ma De Palma fa di più e paragona questo passaggio alla perdita dell’innocenza per antonomasia: la caduta di Lucifero (e, per una volta, il titolo italiano del film ci viene in aiuto per comprendere questa interpretazione, in quanto in inglese il titolo della pellicola è, semplicemente, Carrie). Come è noto Lucifero (dal latino portatore di luce) era, in origine, un angelo che, divenuto invidioso della gloria divina, volle elevarsi a Dio, per questo fu punito e precipitato giù dal Paradiso e, nella caduta, aprì la voragine dell’Inferno.

Il regista assimila la figura di Carrie a quella di Lucifero e il potere che la ragazza scatena è, evidentemente, scaturito dalla perdita di quell’innocenza tipica dell’infanzia e dal desiderio di essere, per una volta, al centro dell’attenzione di tutti. Carrie usa il suo potere per vendicarsi di chi le ha fatto del male (la madre, i compagni, gli insegnanti, fino ad arrivare a tutta la cittadina) ma, ancora di più, per dimostrare, a se stessa e agli altri, che è in grado di farlo, per affermare la sua personalità. E cancellare definitivamente la sua innocenza. Perché se essere innocenti significa essere deboli Carrie decide di non esserlo più. La scena del ballo, in quest’ottica, è paradigmatica.

All’inizio tutto è bello e a Carrie sembra di stare in un sogno. Tutti l’ammirano veramente per la prima volta nella sua vita. Per un attimo si illude di aver finalmente raggiunto la grazia (nel senso di grazia divina ma anche di grazia femminile) semplicemente mettendo da parte il suo potere e trovando il riscatto nella normalità. Ma al momento del crudele scherzo del sangue di maiale Carrie si consapevolizza in maniera definitiva della sua natura, dell’ineluttabilità del suo potere e dell’origine malvagia delle sue pulsioni. Anche il suo sguardo cambia, a questo punto, non è più smarrito ma diviene folle, allucinato. La natura distruttiva di Carrie non può più essere trattenuta ma colpirà tutto e tutti senza scampo. E l’epilogo con la mano di Carrie che spunta dalla terra ad afferrare Sue è il più chiaro simbolo della discesa agli inferi della ragazza, dell’angelo caduto per aver osato credersi simile a Dio.

Concludo con un’ultima osservazione sulla scena iniziale del film, la scena delle docce e dell’arrivo delle prime mestruazioni di Carrie. La descrizione fatta da King già si presta a sviluppare fantasie sessuali ma la scena di De Palma è addirittura softcore con i primi piani di Sissy Spacek che si insapona sotto la doccia molto arditi per il 1976, anno in cui il film è stato girato. E a proposito della Spacek ci tengo a sottolineare quanto la sua interpretazione sia intensa e convincente, sia quando è timida e smarrita, quasi fragile, sia quando sviluppa tutta la sua furia distruttiva. Come Jack Torrance in Shining avrà sempre, nella mia memoria, il volto allucinato di Jack Nicholson anche Carrie White avrà sempre il volto turbato di Sissy Spacek.

Al cinema con zio Stevie

Vorrei fare alcune riflessioni sulla filmografia derivata di libri di Stephen King. Innanzitutto vale la pena di notare che sono moltissimi gli adattamenti cinematografici dalle sue opere. E questo non è dovuto solamente alla sua prolificità di scrittore ma anche al fatto che il suo stile di scrittura è, di per sé, estremamente cinematografico. Leggendo molti dei suoi romanzi o racconti viene spontaneo immaginarsi i personaggi o gli episodi narrati. Il talento visivo di King è innegabile.

Molte pellicole cinematografiche tratte dalle sue opere, dicevamo. In realtà ce ne sono altrettante ispirate alle sue opere senza che ne siano tratte in nessun modo e altre che riportano solo lo stesso titolo offrendoci uno sviluppo completamente diverso (una su tutti, come ho già ricordatoIl tagliaerbe di Brett Leonard che all’epoca della sua uscita fece indignare enormemente il Re costringendolo a fare causa alla New Line, la casa produttrice). Al di là del discorso dello sfruttamento del nome a fini pubblicitari mi interessa il fatto che questa vicenda testimonia, inequivocabilmente, che il nome di King attiri e venda, soprattutto al cinema. Se mi soffermo a pensarci sono tantissime le produzioni cinematografiche che devono molto alle sue storie ed alle sue atmosfere. Per citarne solo alcune mi vengono in mente il bellissimo Frailty, convincentissimo esordio alla regia di Bill Paxton,  un film ingiustamente poco conosciuto che racconta delle conseguenze che avrà sui figli l’ossessione religiosa di un padre solo (i rimandi a Carrie sono innegabili), oppure il suggestivo (anche se non del tutto riuscito) Premonition di Mennan Yapo, in cui una donna si muove avanti e indietro nei giorni che preludono alla morte del marito per tentare di impedire l’incidente in cui verrà coinvolto (la trama è fortemente suggestionata da La zona morta, anche se lo sviluppo è completamente diverso), o, infine, lo spagnolo Rec di Jaume Balagueró, un horror claustrofobico ed inquietante che si svolge tutto in una notte all’interno di un palazzo sigillato dal quale è impossibile uscire (un po’ come l’Overlook Hotel di Shining dopo la caduta della neve). Ci potrebbero essere ancora tantissimi esempi del genere, questi sono i più significativi che mi sono venuti in mente ma tutto l’horror cinematografico contemporaneo si può dire che sia figlio di Stephen King.

Ma per tornare alla filmografia in oggetto si nota subito che il regista che ha curato il numero maggiore di realizzazioni dalle opere di King è Frank Darabont che ha cominciato girando un cortometraggio tratto dal racconto La donna nella stanza per poi passare ai lungometraggi con Le ali della libertà, Il miglio verde e l’irrisolto The mist. Pare che il sodalizio Darabont e King sia uno di quelli destinati a durare, pur non essendoci attualmente notizie di una loro futura collaborazione, ma il regista resta, sicuramente, uno degli interpreti migliori delle atmosfere e delle suggestioni dello scrittore del Maine. A mio avviso, però, i migliori film tratti dalle opere di king sono quelli girati da Rob Reiner, regista che personalmente apprezzo moltissimo. Le riduzioni cinematografiche de Il corpo e di Misery sono due film stupendi, con una loro dignità artistica indipendente dall’opera da cui sono tratti pur rimanendone particolarmente fedeli.

Per concludere vale la pena osservare che i film girati dai nomi più altisonanti e celebri tra quelli che si sono cimentati nell’opera del Re sono, forse, i meno riusciti. E non perché non siano dei bellissimi film ma perché questi registi hanno messo molte delle loro ossessioni nella riduzione dell’opera kinghiana, tradendo, chi più chi meno, l’idea originale del romanzo o del racconto da cui sono state tratte le rispettive pellicole. E, infatti, sono proprio queste opere quelle che non hanno del tutto convinto lo zio Stevie. Ma è innegabile che la potenza visiva di Carrie – Lo sguardo di Satana di Brian De Palma, di Shining di Stanley Kubrick o de La zona morta di David Cronenberg restano impressi e, spesso, proprio per la loro forte personalità, rischiano di mettere in ombra anche il romanzo dal quale sono stati tratti. Sfido chiunque a leggere Shining senza pensare al sorriso mefistofelico di Jack Nicholson. Anche quello, come i migliori romanzi del Re, contribuirà ad alimentare i nostri incubi per molte notti a venire…

Aggiornamento

Per un confronto con quanto detto nel post date un’occhiata anche a questa classifica stilata da CineFatti. È utile per farsi un’idea ulteriore del rapporto tra zio Stevie e il cinema.

Bibliografia kinghiana

Come promesso ecco finalmente l’esposizione della produzione di Stephen King in ordine cronologico, ovvero lo stesso ordine con cui affronterò le letture.

Come potete vedere il primo libro è Carrie che risale al 1974. Ho già letto il romanzo (più un racconto lungo che un romanzo vero e proprio, in realtà) diverso tempo fa, ai tempi del liceo. In effetti è stata una delle prime letture di King che ho intrapreso  quando ancora lo conoscevo poco. Da allora non mi è più capitato di rileggerlo  ma lo ricordo piuttosto bene anche grazie alle immagini del film che Brian De Palma ha tratto dal romanzo nel 1976. Come è noto il Re ha sempre rifiutato le trasposizioni cinematografiche delle sue opere, eppure dai suoi libri sono stati tratti tanti capolavori e davvero non si capisce come possa non averli apprezzati. Ma, probabilmente, la paternità dell’opera gli impedisce di amare ciò che, inevitabilmente, la snatura, anche se solo parzialmente.

In realtà penso che i migliori film tratti dai suoi libri possano essere considerate opere autonome, tale è la coerenza narrativa e l’efficacia della messa in scena. Basta pensare a Shinig di Kubrick o a Le ali della libertà di Frank Darabont  senza dimenticare il citato Carrie, lo sguardo di Satana di Brian De Palma o il riuscitissimo L’ultima eclissi di Taylor Hackford. Ho visto anche molti dei film tratti dalle opere di King ma mi riservo di rivederli e di recuperare quelli che mi sono persa durante questa impresa in modo da poter valutare e commentare anche le eventuali attinenze/differenze con le fonti letterarie da cui sono stati tratti.

Ed ora, bando alle ciance! Eccovi la lista.

Titolo Titolo originale Anno Pagine Note
Carrie Carrie 1974 174
Le notti di Salem Salem’s Lot 1975 441 Nominato ai World Fantasy Award 1976
Shining The Shining 1977 429 Originariamente intitolato in italiano Una splendida festa di morte
Ossessione Rage 1977 233 Pubblicato con lo pseudonimo di Richard Bachman
L’ombra dello scorpione The Stand 1978 929 Nominato ai World Fantasy Award 1979. Pubblicato in edizione integrale nel 1990.
A volte ritornano Night Shift 1978 20 racconti brevi Nominato ai World Fantasy Award 1979
La zona morta The Dead Zone 1979 428 Nominato ai Locus Award 1980
La lunga marcia The Long Walk 1979 384 Pubblicato con lo pseudonimo di Richard Bachman
L’incendiaria Firestarter 1980 426 Nominato ai British Fantasy Award 1981
Cujo Cujo 1981 319 Vincitore del British Fantasy Award 1982
Uscita per l’inferno Roadwork 1981 274 Pubblicato con lo pseudonimo di Richard Bachman 
Danse macabre Danse Macabre 1981 400 Studio sul genere horror in letteratura, cinema e televisione
L’uomo in fuga The Running Man 1982 219 Pubblicato con lo pseudonimo di Richard Bachman 
L’ultimo cavaliere The Dark Tower I: The Gunslinger 1982 224 Una versione rivista ed estesa è stata pubblicata nel 2003
Stagioni diverse Different Seasons 1982 4 racconti lunghi Nominato ai World Fantasy Award 1983. Il racconto Il metodo di respirazione è stato nominato ai World Fantasy Award 1983 e ha vinto il British Fantasy Award mello stesso anno
Christine – La macchina infernale Christine 1983 526
Pet Sematary Pet Sematary 1983 416 Nominato ai World Fantasy Award 1984
Il talismano The Talisman 1984 646 In coppia con Peter Straub. Nominato ai World Fantasy Award 1985. Nominato ai Locus Award 1985.
L’occhio del male Thinner 1984 309 Pubblicato con lo pseudonimo di Richard Bachman. In seguito alla pubblicazione, la vera identità di Bachman venne smascherata e il personaggio “fatto morire”
Unico indizio la luna piena Cycle of the Werewolf 1983 127 Illustrato da Bernie Wrightson
Scheletri Skeleton Crew 1985 1 racconto lungo, 19 racconti brevi e 2 poesie Nominato ai World Fantasy Award 1986. Il racconto La ballata della pallottola flessibile è stato nominato ai World Fantasy Award1985. Il racconto Il braccio ha vinto il World Fantasy Award 1982. Il racconto La nebbia è stato nominato ai World Fantasy Award 1981
It It 1986 1142 Vincitore del British Fantasy Award 1987. Nominato ai World Fantasy Award 1987. Nominato ai Locus Award 1987
Gli occhi del drago The Eyes of the Dragon 1984 326
Misery Misery 1987 320 Nominato ai World Fantasy Award 1988
Tommyknocker – Le creature del buio The Tommyknockers 1987 558
La chiamata dei tre The Dark Tower II: The Drawning of the Three 1987 400
Nightmares in the Sky Nightmares in the Sky 1988 128 Fotografie di f-stop Fizgerald. Viaggio per immagini di doccioni e gargoyles
La metà oscura The Dark Half 1989 431
Quattro dopo mezzanotte Four Past Midnight 1990 4 racconti lunghi
Cose preziose Needful Things 1991 690
Terre desolate The Dark Tower III: The Waste Lands 1991 512
Il gioco di Gerald Gerald’s Game 1992 352
Dolores Claiborne Dolores Claiborne 1992 305
La sfera del buio The Dark Tower IV: Wizard and Glass 1997 787 Nominato ai Locus Awards 1998
Incubi & deliri Nightmares and Dreamscapes 1993 22 racconti brevi e 1 poesia Il racconto La fine del gran casino è stato nominato ai World Fantasy Award 1987
Insomnia Insomnia 1994 832
Mid-Life Confidential: The Rock Bottom Reminders Tour America With Three Chords and an Attitude Mid-Life Confidential: The Rock Bottom Reminders Tour America With Three Chords and an Attitude 1994 Raccolta di aneddoti
Rose Madder Rose Madder 1995 432
Il miglio verde The Green Mile 1996 400 Originariamente pubblicato in sei volumi: Le due bambine scomparse, La tana del topo, Le mani di Coffey, La strana morte di Eduard Delacroix, Viaggio nella notte e L’ultimo viaggio di Coffey dal marzo all’agosto 1996. La versione completa è stata pubblicata negli Stati Uniti nel 2000
Desperation Desperation 1996 704 Nominato ai Locus Awards 1997. Il libro condivide gli stessi personaggi del romanzo I vendicatori di Richard Bachman.
I vendicatori The Regulators 1996 480 Pubblicato con lo pseudonimo di Richard Bachman. Il libro condivide gli stessi personaggi di Desperation. Primo libro di Bachman pubblicato dopo la “morte” dell’autore. Al momento della pubblicazione gli editori comunicarono che questo libro era stato trovato dalla vedova Bachman tra le carte del marito.
Six Stories Six Stories 1997 6 racconti brevi Edizione limitata di 1100 copie firmate e numerate che include storie poi ripubblicate inTutto è fatidico e Cuori in Atlantide
Mucchio d’ossa Bag of Bones 1998 529 Vincitore del British Fantasy Award 1999
La tempesta del secolo Storm of the Century 1999 400
La bambina che amava Tom Gordon The Girl Who Loved Tom Gordon 1999 224
Cuori in Atlantide Hearts in Atlantis 1999 2 racconti lunghi e 3 racconti brevi Nominato ai World Fantasy Award 2000
Riding the Bullet – Passaggio per il nulla Riding the Bullet 2000 Fu, inizialmente, un racconto multimediale dello scrittore americano Stephen King che propose l’iniziativa, per i suoi lettori, di metterlo a disposizione su Internet, potendolo scaricare liberamente gratis. Questo romanzo/racconto fu pubblicato in Italia nel 2000 dalla Sperling & Kupfer e messo in rete nel 2001; successivamente fu integrato nella raccolta di racconti del 2002 Tutto è fatidico.
On Writing: Autobiografia di un mestiere On Writing: A Memoir of the Craft 2000 288 Autobiografia e manuale di scrittura
Secret Windows: Essays and Fiction on the Craft of Writing Secret Windows: Essays and Fiction on the Craft of Writing 2000 Raccolta di articoli e interviste
L’acchiappasogni Dreamcatcher 2001 620
La casa del buio Black House 2001 625 Sequel di Il talismano, scritto in coppia con Peter Straub
Buick 8 From a Buick 8 2002 368
Tutto è fatidico Everything’s Eventual 2002 14 racconti Il racconto L’uomo vestito di nero ha vinto il World Fantasy Award 1995
I lupi del Calla The Dark Tower V: Wolves of the Calla 2003 714 Nominato ai Locus Awards 2004
La canzone di Susannah The Dark Tower VI: Song of Susannah 2004 432 Nominato ai Locus Awards 2005
La torre nera The Dark Tower VII: The Dark Tower 2004 845 Nominato ai Locus Awards 2005. Vincitore del British Fantasy Award 2005
Faithful Faithful 2004 432 Con Stewart O’Nan
Colorado Kid The Colorado Kid 2005 184
Futuro dizionario d’America The Future Dictionary of America 2005 Co-compilatore
Cell Cell 2006 355
La storia di Lisey Lisey’s Story 2006 528 Nominato ai World Fantasy Award 2007
Blaze Blaze 2007 304 Pubblicato con lo pseudonimo di Richard Bachman. Contiene i racconti Memoria, che ha ispirato il romanzo Duma Key e Torno a prenderti ripubblicato nella raccolta Al crepuscolo
Duma Key Duma Key 2008 611
Al crepuscolo Just After Sunset 2008 13 racconti
The Dome Under the Dome 2009 1074
Stephen King Goes to the Movies Stephen King Goes to the Movies 2009 2 racconti lunghi e 3 racconti brevi Contiene racconti già pubblicati nelle antologie A volte ritornano, Stagioni diverse, Cuori in Atlantide e Tutto è fatidico
Blockade Billy Blockade Billy 2010 2 racconti brevi Edizione limitata contenente i racconti Blockade Billy e Morality
Notte buia, niente stelle Full Dark, No Stars 2010 4 racconti lunghi
Mile 81 Mile 81 2011 E-Book. E’ un racconto lungo uscito solo come e-book. Uscita italiana prevista per il 22/11/11, sempre in formato elettronico tramite Sperling&Kupfer.
22/11/’63 11/22/63 2011
The Wind Through the Keyhole The Wind Through the Keyhole 2012 Annunciato. Romanzo della serie de La Torre nera, collocato tra la fine di La sfera del buio e l’inizio di I lupi del Calla
Doctor Sleep Doctor Sleep 2013 Annunciato. E’ il seguito di Shining.

N.d.A. Ho aggiornato la lista delle pubblicazioni di King in ordine cronologico perché mi sono accorta che conteneva alcuni (piccoli!) errori, soprattutto per quanto riguarda le datazioni di alcune opere. Lo farò anche in futuro se mi dovessi accorgere che ne contiene altri o dovessi ricevere segnalazioni in merito. Ho preferito modificare questo post già scritto piuttosto che pubblicarne uno nuovo con le correzioni, anche perché vorrei che questo rimanesse il post di riferimento per la bibliografia. Le parti corrette sono segnalate in rosso.