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La notizia della collaborazione tra King e Spielberg per la realizzazione di un progetto tratto da The Dome è di qualche giorno fa. Ma non è nuovo l’interesse del regista americano nei confronti delle storie dello scrittore del Maine.

Spielberg, infatti, aveva già acquistato i diritti de Il Talismano con l’intenzione di trarne prima un film e poi una serie tv. Aveva già iniziato anche a lavorare al progetto ma i costi troppo elevati hanno fatto naufragare tutta l’operazione.

Altri sono i progetti falliti che i due avevano intenzione di realizzare insieme come, ad esempio, una pellicola sulle case infestate per la quale lo zio Stevie aveva già scritto la sceneggiatura ma che Spielberg giudicò troppo morbosa e disturbante. Il progetto sarà poi portato avanti dal solo King che, nel 2002, realizzerà Rose Red, miniserie per il canale televisivo ABC.

In pratica l’unica cosa che riusciranno a realizzare insieme è un episodio della serie Ai confini della realtà dove Spielberg è in veste di produttore e King in quella di sceneggiatore.

Ma perché questa volontà da parte di entrambi di collaborare insieme fin dall’inizio delle rispettive carriere? Perché due artisti, apparentemente così diversi, provano una tale attrazione reciproca? Questa domanda mi ha portata ad una riflessione molto personale su alcuni aspetti del cinema di Spielberg e su quelli che possono essere elementi in comune con i romanzi di King.

Prendiamo E.T. L’extraterrestre di Spielberg, ad esempio. Il film racconta in forma di favola il percorso di crescita di un bambino alle prese con un incontro che sconvolgerebbe qualsiasi adulto. Tale percorso di crescita lo porterà a scoprire il valore della vera amicizia e ad affrontare la propria vita in un modo diverso, con coraggio e consapevolezza, anche rispetto a temi importanti come la morte o l’assenza della figura paterna. Non vi ricorda qualcosa tutto questo? Elliot, il protagonista di ET non è altro che uno dei tanti bambini protagonisti dei libri del Re. La descrizione della famiglia americana degli anni ’80, retta da una madre sola, che vive in un quartiere residenziale di una tipica città statunitense è degna di molti dei romanzi di King così come la contrapposizione tra il mondo dell’infanzia (visto come periodo della vita in cui è ancora possibile credere ai sogni e a sentimenti potenti come l’amicizia) e quello degli adulti (che non sono più disposti a ‘credere’ ma solo intenzionati a ‘capire’ anche laddove questa comprensione significhi sacrificare qualcosa di grande ed importante come un rapporto affettivo o la vita stessa). Ed è così che seguire Elliot che pedala in bicicletta non può non richiamare le spedizioni dei ragazzi de Il corpo o lo smarrirsi de La bambina che amava Tom Gordon o, ancora, l’impresa che devono affrontare i Perdenti in It.

Elementi in comune con l’immaginario di King si ritrovano anche in altri film di Spielberg. Penso, ad esempio, a Duel, con la tensione palpabile che deriva dalla paura nei confronti di qualcosa che non si riesce a comprendere (e qui Spielberg si avvale della sceneggiatura di Richard Matheson che, non a caso, è uno degli scrittori più amati dal Re) o a Lo squalo, dove la vita di una tranquilla cittadina balneare della provincia americana è sconvolta dall’arrivo del più feroce predatore dei mari (e un uomo comune, per difendere la famiglia e la realtà quotidiana che ama, è costretto ad improvvisarsi eroe. E Roy Scheider -permettetemi di sottolinearlo- ci regala forse la più bella e misurata interpretazione della sua carriera) o, infine, Il colore viola, storia di una donna a lungo sottomessa ad uomini violenti e prevaricatori (come non pensare a Dolores Claiborne? Anche se la protagonista del film di Spielberg non ha certo lo stesso coraggio dell’eroina kinghiana).

Insomma, i parallelismi potrebbero continuare a lungo ma non voglio annoiarvi ulteriormente con un inutile elenco. Mi premeva sottolineare una serie di elementi in comune che possono servire a capire come due personalità apparentemente così distanti tra loro abbiano, in realtà, non pochi legami.

Detto questo spero proprio che il progetto The Dome vada avanti (anche se lo preferirei in forma di film per il cinema piuttosto che come serie per la televisione): sono proprio curiosa di vedere cosa potrà tirare fuori uno dei miei registi preferiti (pur con i suoi risultati discontinui e, ultimamente, piuttosto scadenti) da uno dei romanzi di King più riusciti (a mio parere).

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Premessa

Ho deciso di aprire questo blog per documentare alcune ‘imprese’ che vorrei compiere nei mesi a venire.  Con il termine impresa non vi immaginate chissà cosa ma, semplicemente, l’impegno ad affrontare qualcosa che a lungo ho rimandato per mancanza di tempo o di voglia.

Nella marea di letture che mi accompagnano da quando ho scoperto il piacere di conoscere attraverso la parola scritta mi sono sempre affidata all’istinto per scegliere cosa leggere. Ho fatto tante meravigliose scoperte e alcuni autori sono diventati quasi degli amici che mi seguono da anni. Ma mi è sempre mancato di  approfondire la totalità dell’opera di un autore, pur essendo una cosa che mi ha sempre attratta. Sono talmente tanti i libri da leggere che qualcosa è sempre subentrato a distrarmi da questo approfondimento! Ma, con gli anni, ho anche imparato a dedicarmi a più letture contemporaneamente traendone grande soddisfazione (anzi, forse anche maggiore rispetto a quando ero concentrata su un’unica opera alla volta. In fondo i libri sono, appunto, come gli amici: l’esclusività non gli si addice!). Proprio per questo motivo ho deciso di dedicarmi a questa impresa e di affrontare l’opera omnia in ordine cronologico di uno dei miei scrittori preferiti. Si tratta di Stephen King che amo tantissimo da quando amo la lettura e di cui ho letto molto ma, vista la sua proverbiale prolificità, molto mi rimane da leggere.

La scelta dell’ordine cronologico ha senso per comprendere pienamente le evoluzioni si stile e di pensiero dell’autore preso in considerazione. In particolare, nel caso di Stephen King, ha una valenza ancora maggiore perché il Re ha cambiato decisamente modo di scrivere nel corso degli anni, tanto che è possibile dividere la sua produzione letteraria in due periodi ben distinti.  Leggerlo in ordine cronologico mi permetterà anche di capire meglio quando questa frattura è avvenuta (anche se so che va collocata all’epoca dell’incidente che gli è quasi costato la vita) e di indagarne le caratteristiche specifiche. Inoltre è noto agli appassionati di Stephen King che spesso nei suoi romanzi e nei suoi racconti ci sono collegamenti stringenti con la produzione precedente sia come ambientazione (quasi sempre qualche sonnacchiosa cittadina del Maine) che, soprattutto, come personaggi che molte volte ritornano o sono citati in opere successive.

Decisa l’impresa restava da decidere la data di partenza. E siccome non amo fare le cose a caso ho scelto una data che fosse significativa. Ho deciso di cominciare il 23 settembre, giorno in cui cade l’equinozio d’autunno.  Questo mi dà il tempo di organizzare le letture e procurarmi i libri nell’ordine in cui li dovrò leggere.  Nei prossimi giorni posterò la lista di tutte le opere pubblicate da King, romanzi, racconti e opere non di narrativa (che però, ad una prima occhiata, mi pare che si riducano al solo On Writing per quanto concerne le traduzioni italiane) rigorosamente in ordine cronologico.

Ho deciso di non darmi tempi per la realizzazione dell’impresa né obblighi. Ben vengano altre letture nel mezzo ad interrompere il compito che mi sono prefissa! Ormai ho imparato a conoscermi e so che una costrizione troppo rigida servirebbe solo a farmi desistere. Le uniche regole che ho intenzione di seguire sono tre

  • la data di partenza che è stabilita insindacabilmente con il 23 settembre 2011
  • il mantenimento rigoroso dell’ordine cronologico anche laddove mi dovessi arenare con una lettura particolarmente faticosa (già so che mi arenerò per la quinta volta con la lettura de Il talismano…)
  • la condivisione passo passo del progetto attraverso le pagine virtuali di questo blog, accompagnata da riflessioni, spunti, approfondimenti anche non strettamente legati alle letture in corso
Nei prossimi giorni posterò anche alcuni approfondimenti sulla vita, le opere e la critica di Stephen King. Innanzitutto perché anche io ho bisogno di documentarmi su tanti aspetti, pur conoscendo l’autore per sommi capi; e poi perché se impresa deve essere che sia davvero completa!
Concludo questo primo post anticipando che ho già in mente la seconda impresa che affronterò se tutto andrà come deve andare. Anche questa è un’impresa letteraria e, forse, ancora più colossale dell’attuale. Ma saprete tutto a suo tempo. E, se avete un po’ di intuito, potete anche immaginare questo tempo in quando è stato fissato…